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Il villaggio vacanze sul Gargano |
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DESCRIZIONE
DELL’INTERVENTO |
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1.
1.
SITO
DELL’INTERVENTO Villaggio
vacanze - Comune di Vieste (FG), m.s.l. 50 2. DESCRIZIONE DEL SITO 2.1
Area circostante Il territorio circostante è caratterizzato da vegetazione litoranea: macchie garighe, oleo ceratonieti e pinete di pino d’Aleppo, frammisto a insediamenti antropici soprattutto di tipo turistico. 2.2
Ubicazione del lotto L’area
interessata è collinare, si
estende per circa 11.800 mq. e si trova a 500 metri dal mare. Vi
persistono alcuni fabbricati adibiti ad uso turistico: due complessi
costituiti da appartamenti su due piani
e la casa padronale/receptions situata al centro del lotto
costruita su un piano. I
due complessi di appartamenti
sono collegati alla casa padronale/reception mediante
sentieri di masselli autobloccanti in calcestruzzo. Il
lotto confina su tre lati con proprietà private ed a
nord est in parte con una strada comunale e in parte con altra
proprietà privata. L’area
è compresa in una zona edificata a villette e complessi turistici con
altezze non superiori ai 2 piani fuori terra. Di prossima costruzione sono 5 villette di un piano collocate nella parte sud-ovest del lotto. 2.3
Uso del suolo L’area
in oggetto comprende alcune
presenze arboree ed arbustive. Numerosi sono i Pino d’Aleppo (Pinus
halepensis), vi si trovano anche alcune palme di circa 15 anni (Phoenix
dactylifera) la maggior parte situate nella zona a sud-est del lotto
mentre un paio sono ubicate
sul lato sud est della casa padronale/receptions . Altre preesistenze sono
rappresentate da un olivo (Olea europea), una mimosa (Acacia dealbata), un
carrubo (Ceratonia siliqua) e
da una siepe di bosso (Buxus macrophylla) che delimita il muro di
contenimento in pietra posto a ridosso della strada interna sul lato
sud-ovest. 2.4
Pedologia Il
suolo è costituito da rocce calcaree di origine sedimentaria. L’area
è collinosa con pendenze del 10-15%. Il
terreno di tipo argilloso contiene una buona quantità di Humus 5%, il Ph
è tendenzialmente neutro con scheletro scarso e con rocce affioranti in
alcune zone del lotto. 3.
3.
RICHIESTE DELLA
COMMITTENZA
4.
OBIETTIVI GENERALI DI INTERVENTO E RELAZIONI CON L’AMBIENTE CIRCOSTANTE Il
presente intervento di
riqualificazione a verde mira a integrare
dolcemente i fabbricati all’ambiente, onde minimizzarne la
presenza sul territorio. Un
intervento di riqualificazione si presuppone che tenga in considerazione
fattori essenziali per luoghi di importante valenza naturalistica. Esso
non ha semplicemente il compito di “mascherare” con il verde
gli insediamenti antropici, ma di intervenire con essenze e
materiali, che scelti in modo accurato, armonizzano e dialogano con
l’ambiente circostante. L’importante
ruolo estetico di qualsiasi giardino o parco, non
deve contrastare con la naturalità del luogo ma deve integrarsi fino a
farne parte. Per
questo si è fatto largo uso
di essenze autoctone; nel territorio circostante crescono alcune specie
spontanee che hanno una apprezzabile valenza estetica e che quindi sono
state logicamente utilizzate. Anche
la scelta dei materiali per la costruzione dei muretti e camminamenti è
caduta sulla pietra locale (pietra di trani).
5.
OBIETTIVI SPECIFICI DELL’INTERVENTO Lo
spazio a verde viene riveduto nella sua interezza, lasciando come
“ossatura” principale il Pino d’Aleppo, pianta abbondantemente
diffusa nella zona. Gli esemplari presenti, messi a dimora una quindicina
di anni fa, hanno già raggiunto una buona
dimensione. Si
è cercato di rispettare la consociazione naturale della vegetazione
tipica della fascia litoranea, inserendo soprattutto arbusti che si
trovano normalmente presenti insieme al Pino d’Aleppo come l’ilatro,
il lentisco, il mirto e la ginestra, ma disposti secondo criteri estetici
e funzionali. Sono
inoltre state inserite anche altre piante autoctone, e specie diffuse
nell’areale mediterraneo. I
criteri di scelta della vegetazione sono stati dettati oltre che da
fattori sensibili al territorio e all’ambiente,
anche da altri motivi non meno importanti quali la
rusticità e l’adattabilità alle difficili condizioni ambientali
caratterizzate soprattutto dalla scarsa piovosità.
Ci si è preoccupati
di selezionare una vegetazione che richieda cure minime e soprattutto
minimi apporti di acqua, risorsa estremamente vitale da salvaguardare. Per
questi motivi viene mantenuto il prato naturale, evitando il “prato
all’inglese” che richiederebbe apporti considerevoli di acqua oltre a
interventi con prodotti diserbanti e fungini inquinanti. Per
diminuire l’impatto delle zone pavimentate circostanti i due complessi
di appartamenti, è stato
predisposto un muretto/fioriera, che avrà il compito di sostenere la
recinzione della proprietà e al tempo stesso di ospitare nel suo interno
alcune piante, delimiterà la
proprietà ne aumenterà il senso estetico. I muretti vengono ricoperti
con pietra di Trani, già abbondantemente utilizzata nel lotto per
muretti e muri di contenimento. I
sentieri di collegamento tra i fabbricati vengono riveduti: i masselli
autobloccanti in cemento
vengono sostituiti con piastre di pietra di trani spaccate, posate ad
“opus incertum” affogate nel terreno. Sono
previsti alcuni pergolati con la funzione di parcheggio, la rete
ombreggiante sintetica che abitualmente viene utilizzata, viene sostituita
da piante rampicanti, eventualmente anche da arelle
fintanto che la pianta crescerà per assolvere al suo compito. 6.
6.
DESCRIZIONE
DELL’INTERVENTO
6.1
Spazi funzionali ·
Zona gioco bimbi: situata all’ombra di alcuni pini, dotata di
giochi e panchine in legno. ·
Zona parcheggio: in prossimità dei fabbricati, ricoperta da piante
rampicanti.
6.2 Sistemazione
a verde e scelte vegetazionali Come
già citato si è ampiamente utilizzata la vegetazione spontanea tipica
della fascia litoranea, per quanto possibile, visto che solo alcune specie
sono riprodotte in vivaio e commercialmente disponibili. Al
Pino d’Aleppo sono stati consociati
l’ilatro (Phyllirea spp.) il lentisco (Pistacia lentiscus) il
mirto (Myrtus communis) e la ginestra (Spartium junicerum). Sono
inoltre state inserite altre piante autoctone come il corbezzolo (Arbutus
unedo), il cisto (Cistus monspeliensis) il fico (Ficus carica), l’erica
(Erica mediterranea), l’endemica Campanula garganica, il rosmarino
(Rosmarinus officinale), il timo (Thymus vulgare) e la santolina
(Santolina chamaecyparissus). Altre essenze scelte sono rappresentate da
piante mediterranee tipiche
dell’areale come il melograno (Punica granatum) la lavanda (lavandula
angustifolia), l’oleandro (Nerium oleander), il teucrium (Teucrium
fruticans), la cineraria di mare (Senecio marittima), la porcellana di
mare (Atriplex halimus), l’Echium plantagineum. Con
lo scopo di aumentare l’effetto estetico sono state introdotte
rampicanti e bordure che
non sono del luogo ma che sono entrate di forza a farne parte,
vista la loro grande adattabilità alle condizioni ambientali locali: la
buganvillea (Bougainvillea glabra), il geranio zonale (Pelangronium
zonale), la bignonia (Tecomaria capensis) e la lantana (Lantana Camara)
offrono bellissime fioriture, concentrate soprattutto vicino agli edifici.
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